ci siamo dati appuntamento per camminare in città, fermandoci ogni tanto per pensare e parlare. le parole e le immagini di questo blog nascono da queste camminate senza itinerari precisi né mete, nel tempo indefinito della domenica mattina. sono anonime perché appartengono all'esperienza collettiva che abbiamo condiviso. non sarebbero potute nascere altrimenti. insieme disegnano la mappa di uno spazio in movimento all'interno della città in cui viviamo, treviso. quante e quali mappe potrebbero nascere da altre città? quanta forza scaturisce dall'unione dei nostri sguardi e pensieri? vi invitiamo a inviarci I vostRI.


mercoledì 3 marzo 2010

Vuoto privato

E' comune a molte cartine la caratterizzazione dello spazio cittadino come luogo ben circoscritto, delimitato. La distinzione fra il centro e la periferia è spesso netta, in quanto frequentemente quest'ultima non è considerata oppure viene relegata in secondo piano.

Centro della città: ambito spaziale nel quale sono racchiusi i monumenti più importanti e gli esercizi commerciali più invitanti del territorio. Questa potrebbe essere una definizione di centro molto calzante con la realtà cittadina.

Nelle cartine svettano i campanili del Duomo e di Piazza dei Signori, mentre le strade più antiche sono delineate in modo diverso rispetto alle comuni arterie cittadine.

I negozi sono la maggior attrattiva: cinema, gioiellerie, pelliccerie e tanto altro ancora. Il fascino delle vetrine addobbate a festa ogni giorno dell'anno ha reso un po' particolare il centro storico, luogo che resiste al meccanico consumismo dei grandi centri commerciali. Scrutare articoli e prezzi passeggiando sotto i portici ha ancora un sapore particolare per molti abitanti.


Il centro, che può coincidere a prima vista con la città stessa, è un luogo di passaggio. Noi abitanti viviamo il centro in modo discontinuo e rapido.

Una passeggiata fra i monumenti ben illuminati e lustrati dall'amministrazione locale, un acquisto sognato in una boutique di tendenza o semplicemente uno spritz con oliva prima di cena.

Non vi è un rapporto stabile ma una continua fluttuazione fra l'esserci o non esserci, o meglio – anche per non scomodare il fin troppo riciclato Willie - , fra il passare e non passare.

Transitare, sostare, fermarsi, ritornare: vivere il centro di Treviso è una sorta di nomadismo.

Al contrario di questo, le nostre case non sono un oggetto rilevante per le cartine: il posto del riposo, del calore familiare e dei bisogni più materiali non è quella città che domina la cartina. Lo spazio privato, contrapposto ai monumenti e agli esercizi pubblici, rimane nascosto, riservato, lontano dagli occhi di un inopportuno visitatore. Un attento osservatore di mappe non può – e non deve – valicare il limite dello spazio privato, non può superare l'ingresso di casa, quello schizzo non particolareggiato nel foglio.

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