ci siamo dati appuntamento per camminare in città, fermandoci ogni tanto per pensare e parlare. le parole e le immagini di questo blog nascono da queste camminate senza itinerari precisi né mete, nel tempo indefinito della domenica mattina. sono anonime perché appartengono all'esperienza collettiva che abbiamo condiviso. non sarebbero potute nascere altrimenti. insieme disegnano la mappa di uno spazio in movimento all'interno della città in cui viviamo, treviso. quante e quali mappe potrebbero nascere da altre città? quanta forza scaturisce dall'unione dei nostri sguardi e pensieri? vi invitiamo a inviarci I vostRI.


venerdì 19 febbraio 2010

questioni di spazio

Rifletto sull’idea delle nostre passeggiate come creatrici di uno “spazio in movimento" e parto dall’inizio,
che cos’è lo spazio?


innanzitutto lo spazio è definito dai limiti dello spazio stesso, altrimenti sarebbe infinito e quindi non definibile! Quindi lo spazio esiste perché ha dei limiti;
questi limiti sono presenze (persone, edifici, oggetti) e lo spazio è la relazione/dialogo che si forma tra due o più elementi, ad esempio di vicinanza, lontananza, altezza, frontalità ecc..
un oggetto da solo non forma uno spazio, ma il suo movimento, nel tempo, disegna un spazio;
la mia insegnante di danza dice che non è il corpo che danza, ma è o spazio che il corpo fa danzare
se solo potessimo lasciare delle impronte nello spazio, dei nostri corpi, dei nostri movimenti…
quanti spazi nuovi ci sarebbero!

se lo spazio fosse denso…

come quando cade la neve, e ognuno dei nostri passi lascia una traccia;
dalla morbida coltre che rende tutto ugualmente “vestito” di bianco, macchine, persone, edifici, percorsi, celando le differenze, azzerando tutto.
Emerge quasi un’altra città
un altro tempo, più lento
si cercano altre traiettorie, perché è più bello lasciare le impronte sulla neve vergine.
Ci si allontana dai percorsi più battuti, dai “soliti” luoghi della città, si va verso quelli più nascosti e quelli meno frequentati, magari quelli abbandonati
(sembra impossibile)
ma esiste una città diversa.
abbiamo lasciato le nostre impronte, e almeno per qualche giorno, abbiamo creato con il nostro “movimento” delle relazioni visibili tra luoghi dimenticati…
creare nuovi spazi è possibile.

1 commento:

Anonimo ha detto...

il primo spazio nasce dall’incontro
sguardi, sensazioni, parole, sintonie

senza incontro ogni spazio rimane vuoto
e si dissolve